Luce, metallo e memoria: un ritratto in armatura d’epoca

Quando dipingo un volto, cerco sempre di catturare quel momento in cui la persona sembra respirare sulla superficie del quadro, perciò mi soffermo prima di tutto sullo sguardo. In questo dipinto lo sguardo non è fisso, ma curioso, come se stesse osservando qualcosa appena fuori campo, qualcosa che non vediamo ma che intuiamo.

L’armatura, con i suoi riflessi metallici, le curve delle piastre e le ombre profonde delle giunture. Lavorando su queste superfici ho provato a restituire non solo l’aspetto fisico, ma la sensazione tattile di ciò che è lucido e ciò che è consumato. La luce, in questa composizione, non illumina soltanto ma racconta.

Sullo sfondo si intravedono colori e forme che suggeriscono una piazza animata, una festa o un evento collettivo. Quei segni sono volutamente meno definiti per non distrarre dal volto. In questo modo il personaggio non è isolato, ma sembra appartenere a un momento preciso, a una memoria condivisa.

Un ritratto non è soltanto una somiglianza, ma un dialogo. Chi guarda deve vedere un volto, un attimo sospeso tra passato e presente.

Processo di realizzazione del dipinto

Qui sotto trovi un breve slideshow che mostra il processo creativo del dipinto.

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