– La mia Arte –

 

L’arte di creare, trascende la mia volontà ma sa orientarla verso i suoi estuari. Ogni sua manifestazione agisce dentro di me come un virus benefico, un dolce e luminoso buio. Non ho desiderio di mettere a sua disposizione le mie emozioni, è lei a prendersele senza premura, a macinarle con le sue possenti fauci e sputarle sotto forma di pennellate, tratti di matita sconnessamente perfetti l’uno con l’altro. La sua mancanza di riguardo è la cosa più bella che potesse capitarmi. L’arte sa come far sprofondare le sue dita dentro alla mia anima e conosce ogni mio erebo. La mia unica opposizione a lei è quando le mie membra riposano, ma è una fortunata e vana speranza questa. Anche privo di sensi, ella riesce a brandirmi come fossi il suo scudiero di pezza.

È una sensazione di benessere commisto a smarrimento ma ben presto ogni cosa cade al proprio posto. Ecco quindi che una linea in principio solinga e tremante acquisisce forza e vigore, scivolando quasi distrattamente sulla superficie. Sono come posseduto da uno spirito molto più materiale delle mie carni stesse. Ammiro l’opera finita con l’oblio del viandante e m’interrogo su cosa sia intercorso tra l’inizio e la fine. Gioisco per aver sofferto e soffro quando gioisco.